Enzo Malazzi

E’ il senso della memoria a guidare l’opera di Malazzi. Una ricerca di ombre, luci e colori che guida il suo subconscio, il suo stato irrazionale, verso intime rievocazioni. Sensazioni e frammenti di ricordi appaiono fantasiosi all’interno della sua opera. (continua su Nota critica...)

Nota biografica

Enzo Malazzi nasce a Milano, nel popolare quartiere "Isola" a Porta Garibaldi.
Dopo gli studi in elettronica industriale e i diversi master in automazione e robotica, Enzo Malazzi inizia la propria carriera nel campo dell'automazione industriale.
Amante dell’arte fin da ragazzo, determinato a seguire la propria vena artistica, Malazzi frequenta l'Istituto Superiore d'Arte del Castello Sforzesco, allievo dei maestri Timoncini, Reggiani e Grigioni, ottiene il suo diploma d’arte a metà degli anni '80. Esordisce con le tecniche di incisione e gli inchiostri, metodi che utilizza  ancora oggi con passione.


Influenzato dai grandi artisti contemporanei, Malazzi cerca di esprimere tutto il disagio che la nostra società, sontuosa e drammatica, risiede nel suo animo.
Attualmente, l’artista, nell’esprimersi, fa sovente uso della grafica digitale, all’interno di uno stile definibile come “informale digitalizzato”. Non di rado, però, abbandona tale tecnica, per tornare all’utilizzo della penna, degli inchiostri e del raffinato disegno.
Alla continua ricerca di se stesso e di una sempre maggior padronanza tecnica, poiché, a detta dell’artista stesso, “la presenza di compromessi distorce l'opera e genera una deriva artistica”, Enzo Malazzi cerca costantemente di seguire il proprio impulso costruttivo, creando e componendo, senza troppi compromessi.

Attualmente Enzo Malazzi vive e lavora a Milano.

Nota critica

(...da sommario)
La creazione di Malazzi parte dall’ assoluta padronanza della tecnica grafica. Sorgente delle sue opere è  innanzitutto l'ambiente. Particolari fotografici, radiografati o provenienti da microscopio, vengono destrutturati e ricomposti secondo un estro coraggioso, nell’intento di (ri)costruire una realtà “oltre” il drammatico quotidiano. 
In questo processo di rigenerazione, l'immagine reale non basta. Malazzi la contamina con la materia dell’esperienza, sia tecnologica, che primitiva. Chip, fili, piastre e ossa, intrecciate alla grafica, palesano nella volontà dell’artista, un futuro possibile. Non spaventi, però, la fredda miscellanea di tecnica e simboli di vita e morte, che nell’opera di Malazzi ruggisce come una sorta di “memento mori”.
Seppur cruda e spesso drammatica, la sua poetica riesce anche ad essere commovente e vibrante nei colori che esplodono dagli sfondi.